5.3 Astrocitoma di alto grado - Glioblastoma Multiforme
E' la variante maligna e aggressiva. Corrisponde al grado III e IV della classificazione della OMS. Il IV grado viene denominato Glioblastoma Multiforme.
RMN di un glioblastoma multiforme temporale destro
Fig.5.9: Tipico aspetto di glioblastoma multiforme temporale destro alla RMN in proiezione assiale. L'immagine appare mossa per l'estremo malessere del soggetto che non è stato volutamente sedato. Intervento eseguito d'urgenza dopo poche ore.
Quadro postoperatorio asportazione glioblastoma
Fig.5.10: Quadro postoperatorio che mostra l'asportazione "totale" del tumore che sarebbe comunque ricresciuto dopo 14 mesi.
Gli astrocitomi vengono classificati in base alla zona più maligna. Hanno un'infiltrazione diffusa e tentacolare nella sostanza nervosa circostante. I gliomi di alto grado nascono talora come tumori multicentrici.
glioblastoma multiforme multicentrico
Fig.5.11: Glioblastoma multiforme multicentrico al momento della prima diagnosi alla RMN ( le frecce rosse indicano i due nuclei tumorali distanti tra loro).
I sintomi e segni di presentazione dipendono dalla sede: aumento della pressione endocranica, deficit della motilità e della sensibilità, disturbi cognitivi e della sfera psichica, epilessia.
La diagnosi si effettua mediante studio TAC e RMN. La confusione con altre lesioni cerebrali è improbabile ma sempre possibile, specie nei riguardi di metastasi da tumori di altri organi e talora dei rari casi di ascesso cerebrale.
Il primo passo per il trattamento degli astrocitomi di alto grado è la rimozione chirurgica, quanto più estesa possibile. La si effettua in tutti quei casi nei quali la sede anatomica del tumore consente un intervento senza eccessivi danni a funzioni importanti e fondamentali per la qualità di vita.
L'intervento si esegue con tecnica microneurochirurgica e con l'aiuto delle nuove tecnologie di sala operatoria: aspiratore ultrasonico, laser, neuronavigatore, ecc. di cui la sala operatoria neurochirurgia dell'Istituto "Regina Elena" è ovviamente dotata.
Sala operatoria
Fig.5.12: Immagine della sala operatoria con il soggetto posizionato, il neuronavigatore e il microscopio operatorio in secondo piano. Per i dettagli vedi nuove tecnologie di sala operatoria.
Il fine della chirurgia dell' astrocitoma di alto grado è di ottenere una diagnosi istologica, rimuovere quanto più possibile il tessuto malato e ridurre pertanto i sintomi dovuti alla presenza del tumore. A causa della infiltrazione tentacolare, l'asportazione completa è sostanzialmente impossibile. Si parla di asportazione radicale quando al microscopio operatorio si arriva in tessuto visivamente sano. Ciò non vuol dire che le cellule maligne non siano già estese al di là di quanto sia oggettivamente valutabile al tavolo operatorio e di quanto sia fattibile senza arrecare danni irreparabili al cervello funzionante circostante. Lo studio RMN postoperatorio precoce, ovvero eseguito entro 48 ore, è attendibile per la valutazione immediata e quindi l'inserimento in un successivo conseguente percorso terapeutico.
Quando non è possibile aggredire direttamente il tumore è comunque indicato un intervento con biopsia stereotassica per confermare la diagnosi effettuata alla TAC e/o alla RMN. E' assai imprudente cominciare terapie antitumorali aggressive: radio-chemoterapia senza una diagnosi istologica. La terapia radiante è indicata dopo l'intervento. Le tecniche più moderne: terapia conformata o con tecnica stereotassica, consentono buoni risultati. La chemioterapia è indicata se si utilizzano farmaci e schemi a tossicità limitata. Attualmente si utilizza prevalentemente la Temozolamide.
Nonostante le terapie la sopravvivenza è limitata: 24-36 mesi per gli astrocitomi di III grado e 12-18 mesi per quelli di IV grado ( glioblastoma multiforme ).
La ricrescita del tumore può essere trattata con un secondo intervento, se possibile, e un nuovo ciclo di terapia radiante.
E' importante che il paziente abbia una buona qualità di vita. A tal fine è bene che questi malati siano seguiti, fin dall'esordio di malattia, in maniera costante in quei centri di alta specializzazione, come l'Istituto Nazionale Tumori "Regina Elena" di Roma, in grado di garantire diagnosi, terapia chirurgica adeguata, terapie radianti e chemioterapiche, sorveglianza e assistenza continuativa da parte di un'equipe che comprende il neurochirurgo, il neuroncologo, il radioterapista, il fisioterapista, lo psicologo. Il paziente con tumore cerebrale non va abbandonato a se stesso dopo l'intervento con il classico fogliettino nel quale si prescrive terapia radiante e… fine dei giochi.
E' importante il controllo della terapia medica antiepilettica e con farmaci corticosteroidei che consentono un adeguato controllo di malattia, con buona qualità di vita, anche per molti mesi.